Il Satyricon parte XLIV
ENCOLPIO A GITONE. «Mi devi credere, caro fratellino mio, ma mi sembra di non essere nemmeno più un uomo, di
ENCOLPIO A GITONE. «Mi devi credere, caro fratellino mio, ma mi sembra di non essere nemmeno più un uomo, di
Estasiata dal mio madrigale, la donna sorrise in maniera così soave da sembrarmi la luna quando fa capolino da una
Allora l’immane contagio colpisce anche gli dèi. E il cielo stesso fugge impaurito. Ed ecco che la mite schiera dei
Disse così, e volendo alla destra unire la destra, col gesto squarciò la terra aprendovi un baratro enorme. Allora la
EUMOLPO. «Cari ragazzi miei, non sapete quanti la poesia ne ha illusi. Infatti basta che uno metta insieme un verso
Dall’interno della stiva, proprio sotto la cabina del nostromo, sentiamo arrivare un gemito, come il verso strozzato di una bestia
Ora, sapete benissimo quali altri stimoli si provino quando si ha la pancia piena. Ebbene, con le stesse lusinghe usate
Quando la donna proruppe in queste commosse parole, la mischia cessò per un attimo, e le schiere, richiamate alla pace,
Ma Lica, infiammato dalla rabbia, salta su e dice: «Stupida d’una donna! Cosa ti credi, che gliel’abbiano incise col ferro
«Che gli dèi e gli uomini» esclamò Eumolpo, «non vi permettano di finire così male! Fate piuttosto come dico io: