Mag 052018
 

I re e i ministri non frequentano le case dei cittadini, e le loro azioni sono costantemente sorvegliate, osservate e imitate dalla moltitudine; esattamente come gli animali, che si alzano quando si alza il sole e vanno a dormire quando il sole tramonta. Le persone che hanno una carica debbono dunque evitare di compiere in pubblico qualsiasi atto biasimevole, incompatibile con la loro posizione e degno di censura. Ma se un tale atto è considerato necessario, debbono usare tutti i mezzi idonei e che ora descriveremo.
Il più importante uomo del villaggio, l’ufficiale del re ivi preposto, e l’uomo il cui lavoro consiste nello spigolare il grano, possono sedurre le donne del villaggio rivolgendo loro una semplice domanda, tanto che si dà a questo genere di donne il nome di lussuriose.
L’unione degli uomini sopra menzionati con queste donne avviene in date occasioni, come nel caso di un lavoro non pagato, dell’immagazzinamento del raccolto nei granai, della pulizia delle case, del lavoro dei campi, della compera del cotone, della lana, del lino, del filo, e nella stagione delle compere, delle vendite e dello scambio di diversi generi, come anche al tempo in cui si compiono diversi altri lavori. Allo stesso modo i sorveglianti del parco delle vacche si godono le donne adibite al servizio del parco. Gli ufficiali adibiti alla sorveglianza delle vedove, delle donne senza appoggio, e di quelle che hanno abbandonato il marito, hanno con tali donne rapporti sessuali. I più abili riescono nel loro intento aggirandosi di notte nei pressi del villaggio. Vi sono anche uomini di villaggio che hanno rapporti con le mogli dei loro figli, poiché si trovano la maggior parte del tempo soli con loro. Infine i sorveglianti dei mercati hanno molte relazioni con le donne dei villaggi, perché esse sono spesso al mercato per i loro acquisti.
1. Durante il festino dell’ottava luna, cioè verso la metà del brillante mese di Nargashirska, come pure durante il festino al chiaro di luna del mese di Kartika, e durante il festino primaverile di Scetra, le donne delle città visitano le donne dell’harem reale, nella reggia. Queste visitatrici, essendo conosciute dalle donne dell’harem, sono ammesse negli appartamenti particolari, vi passano la notte in conversazione, in esercizi e in divertimenti di loro soddisfazione e se ne vanno la mattina dopo.
In tale occasione, una cameriera del re, già sapendo qua! è la donna che il re desidera, senza farsene avvedere avvicinerà questa donna e la inviterà a visitare le curiosità del palazzo. Prima ancora della festa può aver reso noto a questa donna che in tale occasione le avrebbe mostrato tutte le cose interessanti del palazzo. Ed effettivamente le farà vedere la pergola dei rampicanti, a forma di cavallo, un padiglione col pavimento tutto incrostato di pietre preziose, un pergolato di uva, il palazzo sull’acqua, i passaggi segreti praticati nei muri del palazzo, le pitture, gli animali da caccia, le macchine, gli uccelli, le gabbie dei leoni e delle tigri. Poi, rimaste sole, le parlerà dell’amore del re per lei, della fortuna che può venirgli dalla sua unione col re, assicurandola di un segréto assoluto. Se la donna accetta, la ricompenserà con regali degni del re e, dopo averla accompagnata fino ad una certa distanza, la congederà con grandi manifestazioni di affetto.
2. Può anche verificarsi il caso che le mogli del re, avendo avuto occasione di conoscere il marito di una donna desiderata dal re, invitino questa donna a visitarle nell’harem. Allora una domestica del re si comporterà come già abbiamo detto.
3. O, anche, una delle donne del re farà la conoscenza della donna desiderata dal re inviandole una persona del seguito e invitandola nell’harem. Quando, dopo alcune visite, questa donna avrà preso confidenza, il re la sedurrà col mezzo di cui abbiamo parlato.
4. O, anche, una delle mogli del re inviterà la donna desiderata per mostrarle l’arte in cui eccelle. Una volta nell’harem sarà circondata come abbiamo già detto.
5. O, anche, una mendicante, d’accordo con la moglie del re, dirà alla donna desiderata, il marito della quale potrà aver perso i suoi beni, o avrà qualche cosa da temere da parte del re: «Questa moglie del re ha dell’influenza su lui, che è di buona indole. Occorre dunque rivolgersi a lei. M’incarico io di farti entrare nell’harem, e lei saprà allontanare ogni pericolo da parte del re». Se la donna accetta, la mendicante la condurrà due o tre volte nell’harem, e la moglie del re le prometterà la sua protezione. E quando la donna, allettata dalla buona accoglienza e dalle promesse, tornerà di nuovo, una domestica la circonderà come sopra si è detto.
6. Quanto si è detto a proposito della moglie di un uomo che abbia qualche cosa da temere da parte del re, si può anche dire della moglie di uno che so!leciti qualche favore dal re, che sia povero, che non sia soddisfatto della sua posizione, che voglia acquistar fama, che sia oppresso dai membri della sua casta, che voglia offendere i compagni di casta, che faccia la spia del re, o che abbia qualsiasi scopo da raggiungere.
Infine, se una donna vive con un uomo che non è suo marito, il re può farla arrestare e ridurla in schiavitù per il suo delitto, e metterla poi nell’harem. O anche il re ordinerà a un ambasciatore di litigare col marito della donna desiderata, e poi farà imprigionar questa donna come moglie di un nemico del re, e la farà poi entrare nell’harem.
In questo modo ha fine la trattazione del modo di conquistare segretamente la moglie altrui. Questi intrighi però sono generalmente posti in opera solo nel palazzo del re, perché un re non deve mai entrare nell’abitazione di un’altra persona. Rammentiamo in proposito Abhira re dei Kotta, che fu ucciso da un lavandaio mentre si trovava in casa sua, e Jayasana, re dei Kashi, che, in una simile occasione fu trucidato per ordine dei suoi cavalieri.
Secondo il costume di alcuni paesi, i re hanno spesso l’abitudine di fare l’amore con la moglie di altri.
Nel paese degli Andri le spose novelle seguono la consuetudine di presentarsi all’harem del re con ricchi doni, il decimo giorno di matrimonio, e dopo essere state possedute dal monarca, sono congedate. Nel paese di Vatsagulmas le mogli dei primi ministri vanno di sera a render visita al re ponendosi a sua disposizione. Nel paese di Vaidharbi le belle mogli degli indigeni passano un mese nell’harem del re con il pretesto dell’affetto per la sua persona. Nel paese degli Aparataki i cittadini danno in dono le loro belle mogli ai ministri e al re. E infine dal paese dei Sorashtri, le donne della città e della campagna si recano, individualmente o a gruppi, nell’harem reale per il piacere del re.
Anche su questo soggetto abbiamo due versetti, di cui ecco il testo:

I procedimenti sopra descritti, e altri simili ancora, sono i mezzi impiegati dal re verso le mogli. Ma un re cui stia a cuore il benessere del suo popolo non deve mai metterli in pratica. Un re che ha trionfato dei sei nemici dell’umanità diventa il padrone del mondo.

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