Dic 022017
 

Un uomo favorito dalla fortuna e possessore di beni acquistati per dono, conquista, operazioni di commercio, risparmi o eredità lasciata dagli antenati, deve diventare capo di famiglia e condurre vita da cittadino. Egli si sceglierà una casa in una città o in un grande villaggio, o nelle vicinanze di gente onesta, o in un luogo molto frequentato. Questa residenza dovrà essere situata vicino a un corso d’acqua e divisa in differenti reparti, destinati a vari usi. Sarà circondata da un giardino e conterrà due appartamenti, uno interno e l’altro esterno. Quello interno sarà occupato dalle donne; l’altro olezzante di profumi finissimi, conterrà un morbido letto, piacevole a vedersi, con sopra una coperta candida, ornato di ghirlande e fasci di fiori freschi, con un baldacchino e due guanciali, uno alla testa e l’altro ai piedi. Non mancherà neppure un divano o letto di riposo, e dietro ad esso un armadio ove saranno custoditi gli unguenti profumati per la notte, fiori, vasi di sostanze odorifere, le essenze necessarie per profumare la bocca e scorze di limone comune.
Vicino a questo divano, sul pavimento, occorre una sputacchiera, una cassetta di oggetti di abbigliamento, e un liuto appeso a un dente di elefante, una tavola da disegno, un vaso di profumi, qualche libro e ghirlande di amaranti gialli. Un po’ più lontano dovrà esserci uno sgabello rotondo, un tavolino da gioco e un altro tavolino per giocare ai dadi; fuori dall’appartamento esterno vi saranno uccelliere e una sala separata per filare, scolpire in legno, e per altri simili divertimenti. Nel giardino vi saranno un’altalena girevole e una normale; poi un pergolato di rampicanti coperto di fiori, con un prato per sedersi.
Levatosi di buon mattino, il capo di famiglia, dopo aver soddisfatto le sue esigenze naturali, si laverà i denti, si cospargerà il corpo con moderate quantità di unguenti e profumi, metterà del collirio sulle palpebre e sugli occhi, colorirà le labbra con dell’alackatakat [7] e si guarderà allo specchio. Poi, dopo aver mangiato foglie di betel o di altra cosa che profumi la bocca, attenderà ai suoi soliti affari. Ogni giorno farà un bagno; ogni due giorni si ungerà il corpo con olio; ogni tre si stenderà sul corpo una sostanza che produca spuma [8]; si farà radere la testa, compreso il viso, ogni quattro giorni, e le altre parti del corpo ogni cinque o dieci giorni.
Tutto ciò deve essere puntualmente eseguito, e il cittadino avrà anche cura di far sparire il sudore dalle ascelle. Consumerà i suoi pasti del mattino, del pomeriggio e della sera, come prescrive Sciarayana. Dopo colazione si occuperà di insegnare a parlare a pappagalli e altri uccelli; poi assisterà a combattimenti di galli, quaglie e montoni. Un tempo limitato sarà occupato dai divertimenti con dei i: pitamada, dei vita e dei viduschaka [9]; in seguito farà la siesta del mezzogiorno. Poi il capo di casa, vestito dei suoi abiti e dei suoi ornamenti, trascorrerà il pomeriggio conversando coi suoi amici. La sera si canterà, e finalmente in compagnia di un amico, attenderà nella propria camera, appositamente decorata o profumata, la venuta della donna che può essersi innamorata di lui, che potrà anche inviargli una messaggera; nel qual caso andrà lui a farle visita. Al suo sopraggiungere, il capo di casa e l’amico le daranno il benvenuto e la riceveranno con argomenti piacevoli e simpatici. E questa sarà l’ultima occupazione della giornata.

Ecco poi i divertimenti e i passatempi che ogni tanto potrà prendersi:

1) Festino in onore delle diverse Divinità.
2) Riunioni di società dei due sessi.
3) Ricevimenti a base di liquori.
4) Pic‑nic.
5) Altri divertimenti di società.

FESTINO
In un certo giorno particolarmente propizio dei cittadini si raduneranno nel tempio della dea Saraswati [10]. Questa sarà una buona occasione di dar prova d’ingegno per i cantanti e gli altri artisti che saranno venuti nella città, e il giorno seguente senza dubbio vi sarà una premiazione. Si potrà anche trattenerli o licenziarli secondo che le loro esibizioni siano o no piaciute alla compagnia. I cittadini dovranno comportarsi allo stesso modo tanto in tempo di miseria quanto in tempo di prosperità, poiché è loro dovere offrire ospitalità agli stranieri che si troveranno tra di loro. E ciò si riferisce, s’intende, anche ad ogni altro genere di festino che possa venir celebrato in onore delle diverse divinità.

RIUNIONI DI SOCIETÀ
Quando alcuni uomini di pari età, di uguale ingegno e carattere, con medesimi gusti per quanto riguarda i divertimenti e tutti similmente educati, si riuniscono in compagnia di cortigiane [11] o in una compagnia di cittadini, o in casa di uno di loro, per tenervi una piacevole conversazione, ciò si chiama una riunione di società. Il divertimento preferito è di completare dei versi composti a metà da altri e di provare l’istruzione di ognuno nelle varie arti. Le donne molto belle, di gusti simili a quelli degli uomini, ma capaci di sedurli con le loro attrattive, sono altamente onorate in queste riunioni.

RICEVIMENTI A BASE DI LIQUORI
Uomini e donne devono alternativamente bere nella casa di ciascun membro della compagnia. E allora gli uomini faranno bere alle cortigiane, e berranno loro stessi, liquori come il madhu, l’ereya, il sara e l’asawa, che sono di sapore amaro, e poi altre bevande fatte con scorze di differenti alberi, con frutti e foglie selvatiche.

PASSEGGIATE NEI GIARDINI O PIC‑NIC
La mattina, dopo essersi vestiti, gli uomini cavalcheranno nei giardini, accompagnati da cortigiane e seguiti dai domestici. Si dedicheranno a convementi esercizi e a piacevoli distrazioni, quali i combattimenti di quaglie, di galli e di montoni, ed altri spettacoli; poi torneranno a casa nel pomeriggio, portando mazzi di fiori.
In estate andranno invece a bagnarsi in un corso di acqua dal quale saranno stati eliminati tutti gli animali nocivi e pericolosi, e che sarà stato fiancheggiato da ogni parte da argini di pietre.

ALTRI DIVERTIMENTI DI SOCIETÀ
Passare la notte giocando a dadi.
Passeggiare al chiaro di luna.
Celebrare una festa in onore della primavera.
Cogliere le gemme e i frutti dell’albero delle Indie.
Mangiare le spighe tenere del grano.
Fare passeggiate nei boschi quando gli alberi si rivestono di nuove fronde. L’Udakakshvedica, o esercizio nell’acqua.
Ornarsi a vicenda coi fiori di alcune piante.
Battersi coi fiori dell’albero kadamba.
Numerosi altri divertimenti ancora, noti in tutto il paese, o tipici di alcune province.
Questi ed altri simili divertimenti saranno sempre in uso presso i cittadini.
Saranno gustati particolarmente da un uomo che si diverta solo con una cortigiana, o anche da una cortigiana che si svaghi in compagnia delle domestiche o di cittadini.
Un Pithamarda è un uomo privo di beni, solo al mondo, e del quale l’unica proprietà consiste nel suo mallika [12], in qualche sostanza spumosa, e in un abito rosso. Viene da una bella regione, è abile in tutte le arti e, poiché le insegna, è ricevuto nella società dei cittadini e in casa delle cortigiane.
Un Vita è un uomo che sa godere dei vantaggi della fortuna, compatriota dei cittadini coi quali stringe amicizia, dotato della qualità di capo famiglia, ed è sposato. onorato dai cittadini e nelle case delle cortigiane, la cui assistenza gli procura da vivere.
Un Vidushaka (detto anche Vaihasaka) cioè che provoca il riso, è un uomo che conosce solo qualche arte ma è ben accetto dovunque perché sa divertire gli altri.
Tali differenti personaggi servono da intermediari nelle dispute e nelle riconciliazioni fra cittadini e cortigiane. Compito che hanno anche i mendicanti, le donne scacciate dalla propria casta, le donne adultere e le vecchie cortigiane abili in tutte le arti.
Così un cittadino che risieda nella propria città o nel proprio villaggio, rispettato da tutti, stringerà relazione e la conserverà con le persone della sua casta che meritino di essere frequentate. Terrà conversazione con loro e cercherà di rendersi gradito; farà loro anche dei piaceri, inducendoli in tal modo con l’esempio, a obbligarsi l’un l’altro. Vi è in proposito qualche versetto, di cui ecco il testo: “Un cittadino che in una società sappia conversaré di ogni cosa senza usare esclusivamente la lingua sanscrita o i dialetti del paese, viene rispettato da tutti. Il saggio non deve affiliarsi ad una società disprezzata dal pubblico, non governata da nessuna legge e che tende a distinguersi dalle altre leggi. Ma un uomo saggio affiliato ad una società di cui gli atti siano graditi al popolo e che ha per unico oggetto il piacere, è altamente rispettato nel mondo.”

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