Dic 082017
 

Quando Kama è praticato dagli uomini delle quattro caste, secondo le regole della Sacra Scrittura (cioè con matrimonio legale) con vergini della propria casta, si ottiene così una posterità legale e una buona reputazione, e, soprattutto, ciò non è contrario alle consuetudini del mondo.
La pratica di Kama con tali donne non ha per scopo altro che il godimento.
Le Nayika appartengono dunque a tre specie: ragazze, donne due volte maritate, e cortigiane. Gonikaputra ritiene che esista una quarta specie di Nayika cioè la donna cui ci si rivolge in una determinata occasione, anche se è già sposata. Queste occasioni speciali si hanno quando un uomo può dire di lei:

a) Questa donna s’offre volontariamente ed è già stata di molti altri. Posso, perciò, considerarla come una cortigiana, anche se appartiene a una casta più elevata della mia. In questo modo non violo i comandamenti di Dharma.

b) Questa donna è due volte maritata ed altri prima di me l’hanno avuta. Nessuno m’impedisce di averla anch’io.

c) Questa donna ha guadagnato il cuore del suo grande e potente sposo, ed esercita l’influenza su lui, il quale è l’amico del mio nemico; se dunque risposata si lega a me, otterrà da suo marito che abbandoni il mio nemico.

d) Questa donna mi otterrà i favori di suo marito, il quale, essendo potentissimo, e in questo momento mal disposto verso di me, ha in mente di farmi del male.

e) Legandomi con questa donna, potrò uccidere suo marito e metter così le mani sulle sue immense ricchezze, da me tanto desiderate.

f) L’unione con questa donna non presenta nessun pericolo e mi procurerà una grande fortuna di cui ho bisogno, vista la mia povertà che è tale che non riesco a provvedere a me stesso. Costituirà dunque un mezzo per impossessarmi delle sue grandi ricchezze senza nessuna difficoltà.

g) Questa donna mi ama ardentemente e conosce le mie debolezze. Se rifiuto di unirmi con lei divulgherà in pubblico i miei difetti, mettendomi in cattiva luce e danneggiando la mia reputazione. O, anche, mi potrà accusare di qualche grave colpa senza che io possa dimostrare la mia innocenza, rimanendo così rovinato. O forse allontanerà da me suo marito che è potente e sul quale ha influenza, per farlo mettere dalla parte del mio nemico o lei stessa si alleerà con quest’ultimo.

h) Il marito di questa donna ha violato la castità delle mie mogli; mi vendicherò dunque seducendo le sue.

i) Con l’aiuto di questa donna riuscirò a uccidere un nemico del re che ha cercato asilo presso di lei e che il re mi ha ordinato di far morire.

l) La donna che io amo è sotto il dominio di quest’altra donna. Per mezzo di questa potrò farmi accogliere bene dalla prima.

m) Questa donna mi procurerà una ragazza ricca e bella, che è difficile avvicinare perché sotto l’influenza di un altro.

n) Il mio nemico è l’amico di questa donna. Io potrò farla mettere in relazione con lui e far così nascere causa di inimicizia fra suo marito e lui.

Per tutte queste ragioni ed altre simili, è permesso rivolgersi alle donne d’altri, ma resta inteso che è concesso solo per esse, non per la soddisfazione di un desiderio carnale.
Sciarayana è dell’opinione che, dopo quanto abbiamo detto, esista una quinta specie di Nayika: una donna mantenuta da un ministro, o alla quale costui fa visita di tanto in tanto; o una vedova che favorisca i disegni di un uomo da lei frequentato.
Suvarnanabha aggiunge che una vedova che viva in castità, può venir considerata come una sesta specie di Nayika.
Ghotakamuka afferma che la figlia di una cortigiana, o una domestica, ancora vergini, costituiscono una settima specie di Nayika.
Gonardiya pretende che ogni donna proveniente da buona famiglia, allorché sia in età, sia un’ottava specie di Nayika.
Ma queste quattro ultime specie non differiscono troppo dalle prime quattro, perché non esiste ragione speciale per andare con loro. Per conseguenza Vatsyayana non ne riconosce altro che quattro, le quali, come abbiamo visto, sono: la ragazza, la donna due volte sposata, la cortigiana e la donna verso la quale si è spinti da qualche ragione speciale.
Non si deve invece andare con le donne seguenti:
la lebbrosa;
la lunatica;
la donna scacciata dalla propria casta;
la donna che riveli dei segreti;
la donna che manifesta volgarmente il suo desiderio di rapporti sessuali;
la donna estremamente bianca; la donna estremamente nera;
la donna che abbia cattivo odore;
la donna che sia vostra parente prossima;
la donna con cui abbia legami di amicizia;
la donna che viva asceticamente.
E infine la moglie di un parente, di un amico, di un bramino letterato e del re.

I discepoli di Brabhavya affermano che è permesso di andare con una donna che sia già stata posseduta da cinque uomini; ma pure in questo caso Gonikaputra pensa che si debba eccettuarne le mogli di un parente, di un bramino letterato o di un re. Ecco ora le differenti specie di amici: chi ha giocato con voi nella polvere, cioè l’amico d’infanzia; chi vi è obbligato con qualche favore; chi ha le stesse vostre disposizioni e i vostri gusti; il vostro compagno di studi; chi è a conoscenza dei vostri segreti e dei vostri difetti, e del quale vi sono pure noti i difetti e i segreti; il figlio della vostra nutrice; chi è stato allevato con voi; chi costituisce per voi un amico ereditario. Questi amici debbono possedere le seguenti qualità: devono dire la verità; non devono cambiar di sentimento col tempo; devono favorire i vostri disegni; devono essere costanti; non devono essere avidi; devono essere incapaci di lasciarsi abbindolare da altri; non devono rivelare i vostri segreti. Sciarayana ci narra che i cittadini mantengono relazione coi lavandai, barbieri, mandriani, fiorai, droghieri, mercanti di foglie di betel, bettolieri, mendicanti, pithamarda, vita e vidushaka, come pure con le mogli di tutti costoro.
Un messaggero deve possedere le seguenti qualità: abilità; audacia; conoscenza delle intenzioni degli uomini dal loro aspetto esteriore; mancanza di confusione, cioè di timidezza; perfetta conoscenza di ciò che significano gli atti e le parole degli altri; buone maniere; conoscenze del luogo e del tempo opportuni per compiere differenti cose; lealtà negli affari; intelligenza vivace; rapida applicazione dei rimedi, ossia abbondanza e prontezza di espedienti.
Questa parte si conclude col seguente versetto:

“L’uomo ingegnoso e saggio, che ha vicino un amico e conosce le intenzioni degli altri, come anche il tempo e il luogo opportuni per fare ogni cosa, può assai facilmente trionfare, anche di una donna difficilissima da conquistare.”

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