Mag 262018
 

Quando una cortigiana convive con un amante come se fosse sposata con lui, deve comportarsi in modo casto e soddisfarlo in tutto. In poche parole, il suo dovere è di dargli il piacere, senza attaccarsi a lui, ma in tutto condursi come se gli fosse realmente affezionata.
Ecco dunque la maniera di procedere. Avrà una madre che dipenderà da lei, ma che ella presenterà terribilmente avara e preoccupata di ammassar danaro. Se non ha madre ne fa rappresentare la parte a una vecchia nutrice o a una donna di sua fiducia. La madre o la nutrice si presenterà mal disposta verso l’amante. E la donna, intanto, si mostrerà incollerita, abbattuta, timorosa, e vergognosa, ma non obbedirà mai alla madre o alla nutrice. Dirà poi alla madre che l’amante è indisposto e andrà a visitarlo, come pure ecco tutte le altre cose che dovrà fare per conquistarsi il favore dell’uomo.
Manderà una domestica a chiedergli fiori di cui avrà fatto uso il giorno precedente per servirsene lei in segno di affetto; gli farà chiedere anche il miscuglio di foglie e noci di betel che non avrà usato; mostrerà stupore per la perizia di cui egli avrà dato prova durante l’atto sessuale e nei diversi modi di godimento usati; imparerà da lui i sessantaquattro modi di godere enumerati da Babhavya; userà quei sistemi che lui le avrà insegnato nell’amplesso conformandosi alla sua fantasia; non rivelerà ad altri i suoi segreti; gli confiderà i propri desideri e i propri segreti, dissimulerà la collera; non si mostrerà indifferente verso di lui nel letto per tutto il tempo in cui terrà il viso rivolto verso di lei; lo toccherà in qualunque parte del corpo, secondo il suo capriccio; lo bacerà e l’abbraccerà durante il sonno: lo guarderà ansiosamente quando sarà pensieroso o penserà a tutt’altro che a lei, non sarà né del tutto indifferente né eccessivamente commossa quando lo incontrerà o quando, dalla strada, lui la vedrà sulla terrazza della sua casa; odierà i suoi nemici; amerà le persone a lui care; si mostrerà gaia e triste secondo che egli sarà gaio o triste; esprimerà il desiderio di conoscere sua moglie; non starà a lungo in collera; fingerà di sospettare che i segni di unghia o dei denti che lei gli avrà fatto sianó stati fatti da un’altra donna; non gli manifesterà il suo amore con le parole, ma solo con gli atti; sarà silenziosa quando lui dorme, è ubriaco o malato; ascolterà attentamente il racconto che le farà delle proprie buone azioni e in seguito le ripeterà a sua lode; gli risponderà con vivacità e gaiezza quando lo vedrà sufficientemente familiarizzato, ascolterà ciò che lui racconterà, eccetto per quanto riguarda le sue rivali; esprimerà sentimento di dolore e di abbattimento se egli sospira, è inquieto o sviene; dirà: «lunga vita! » se egli starnutisce; si dichiarerà malata o desiderosa di essere incinta se proverà della noia; si asterrà dal lodare le buone qualità di qualche altra persona, e di criticare coloro che hanno gli stessi difetti dell’amante; porterà qualsiasi oggetto le abbia regalato; eviterà d’indossare i propri gioielli, e non mangerà quando lui sarà sofferente, malato, scoraggiato, e lo consolerà partecipando al suo dolore; domanderà di accompagnarlo se dovrà lasciare il paese volontariamente o perché bandito dal re; esprimerà il desiderio di non sopravvivergli; gli dirà che l’unica speranza, l’unico suo voto è di viver sempre unita con lui; offrirà agli dei i sacrifici già promessi, quando lui acquisterà ricchezza o soddisfazione, o quando si sarà rimesso da una malattia; si adornerà ogni giorno coi gioielli donatile da lui; metterà il suo nome e il nome della famiglia di lui nelle sue canzoni; porrà la sua mano sulle reni, sul petto e sulla fronte di lui, e cadrà spasimando dal piacere che avrà provato nel contatto con lui; si siederà sulle sue ginocchia e vi si addormenterà; desidererà un figlio da lui; lo dissuaderà dai voti e dai digiuni, dicendogli: «Lascia su di me i peccati!»; osserverà con lui i voti e i digiuni se non riuscirà a dissuaderlo dall’osservarli; gli farà presente che i voti e i digiuni sono difficili ad essere osservati anche da lei, e questo tutte le volte che avrà con lui una discussione su tale soggetto; si occuperà della fortuna propria e della fortuna di lui senza distinzione; non si presenterà nelle assemblee senza di lui, e ve lo accompagnerà se egli ne esprime il desiderio; userà oggetti adoperati da lui, e mangerà quanto gli avanzerà; rispetterà la sua famiglia, il suo carattere, la sua abilità nelle arti, la sua casta, il suo paese natale, i suoi amici, le sue buone qualità, la sua piacevole indole, lo pregherà di cantare o di fare altra cosa, se lui ne sarà capace; lo andrà a trovare senza alcun timore e senza aver paura del freddo, del caldo o della pioggia; parlando dell’Aldilà lo assicurerà che anche lì sarà la sua amante; regolerà i suoi gusti e le sue azioni sui desideri di lui; si asterrà dalla stregoneria; litigherà continuamente con sua madre in merito alle visite da fare all’amante, e se la madre la trascina in altro luogo, minaccerà di avvelenarsi, di lasciarsi morir di fame, di trafiggersi con un’arma qualunque, o di impiccarsi; infine cercherà di ispirare in lui tutta la fiducia possibile nel suo amore e nella sua costanza; e pur ricevendo da lui del denaro, eviterà ogni discussione d’interesse con sua madre. Se l’uomo si mette in viaggio, gli farà giurar di tornare presto, e, in sua assenza, trascurerà i voti di adorazione alle Divinità, e non indosserà altri ornamenti che quelli che portano fortuna.
Se la data del ritorno è passata, cercherà di conoscere il tempo vero da presagi certi, dall’opinione dei vicini, dalla posizione dei pianeti, della luna e delle stelle. In occasione di qualche divertimento o di un sogno di buon augurio, dirà: «Possa presto essergli riunita!»; e se si sente malinconica o ha un presagio di cattivo augurio, ordinerà qualche cerimonia per propiziarsi la divinità. Quando l’uomo sarà ritornato, adorerà il dio Kama [2] e offrirà anche doni alle altre divinità; poi, dopo essersi fatta portare dagli amici un vaso colmo d’acqua, onorerà il corvo che mangia le offerte che facciamo ai Mani dei parenti morti. Dopo la prima visita pregherà l’amante di compiere certi riti, cosa che certamente compirà se le è abbastanza affezionato. E si dice che un uomo sia abbastanza affezionato a una donna quando il suo amore è disinteressato; quando persegue lo stesso fine della sua amante; quando non ha nessun sospetto; e quando non discute le richieste di denaro.
Abbiamo su questo soggetto due versetti, di cui ecco il testo:

La potenza di amore delle donne non è nota neppure a coloro che sono l’oggetto del loro affetto, a causa della delicatezza, dell’avarizia e dell’acutezza di spirito naturale del sesso femminile.
Le donne non sono mai conosciute sotto il loro reale aspetto, sia che amino gli uomini, sia che agli uomini divengano indifferenti, sia che sappiano dar godimento o che li abbandonino o che riescano a carpire tutta la ricchezza da loro posseduta.

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